Per dieci lunghissimi e gelidi secondi non accadde nulla. Quando Mabel finalmente socchiuse un occhio, il signor Higgins si era già voltato di nuovo, borbottando qualcosa sui procioni, e l’oggetto luccicante che aveva in mano non era altro che una paletta da giardino su cui si rifletteva la luce del portico. Non era un coltello. Non era affatto un’arma del detective Biscuit.
Ma questo non significava che il caso fosse chiuso. Mabel notò qualcosa di pallido che spuntava dal terreno vicino alla recinzione: un foglio piegato, mezzo sepolto, con i bordi ammorbiditi dall’esposizione all’aria aperta. Allungò la mano tra le doghe della recinzione e lo tirò fuori con due dita, con il cuore che le batteva forte.
C'erano delle parole scritte sopra, ma parole da grandi, di quelle con troppe lettere. C'era però un disegno: un piccolo laghetto blu con una fontana e un pesce. Mabel lo guardò accigliata nel buio. Un pesce non spiegava un cadavere. Un pesce non spiegava nulla. Se lo infilò nella tasca del pigiama e tornò a casa gattonando, più confusa di quando era partita.