Il panico si impadronì immediatamente di Maggie. Quella scena era inquietante, quasi di natura aliena. Afferrò il cellulare con le mani tremanti e avviò una videochiamata urgente a sua sorella Sarah, una veterinaria esperta in fauna selvatica che lavorava a Townsville, a tre ore di distanza.
«Maggie? È mezzanotte, che succede?» rispose Sarah, strofinandosi gli occhi per scacciare il sonno. «Goldie ha deposto qualcosa, Sarah. L’uovo ha subito una mutazione, guarda qui!» Maggie puntò la fotocamera verso la scatola da scarpe aperta. Sarah socchiuse gli occhi per guardare lo schermo, chiaramente convinta che si trattasse di uno scherzo sciocco.
Allora il suo viso impallidì. Si raddrizzò, premendo il viso proprio contro il vetro. «Maggie... metti in pausa il video. Avvicina di più la luce.» Sarah rimase in silenzio, con la bocca leggermente aperta. «Non è possibile», sussurrò Sarah a bassa voce. «Maggie... non è possibile.»