Samira allungò la mano verso la cintura tattica e sganciò la sua pesante pistola lanciarazzi di emergenza, di un arancione brillante. Dopo essersi infilata attraverso la porta di accesso al ponte, salì sul ponte rialzato e puntò la canna di plastica spessa direttamente al petto di Sterling.
«Metti giù il telefono, Sterling», disse Samira, con la voce che si abbassava fino a diventare bassa e gelida, nonostante l’adrenalina che le scorreva nelle vene. «Di’ ai tuoi uomini di ritirarsi immediatamente.»
Sterling chiuse lentamente la chiamata, posò il telefono sulla console e si voltò con un sorriso calmo e predatorio. «Una pistola lanciarazzi, davvero?» disse con tono beffardo. La squadrò dalla testa ai piedi. «I miei sommozzatori mi avevano assicurato che ti avevano intrappolata a piedi di profondità sul fondo dell’oceano.»