Attraverso il vetro rinforzato dell’impalcato del ponte, Samira vide il suo capitano e due marinai inginocchiati sul pavimento con i polsi legati saldamente dietro la schiena. In piedi davanti a loro c’era Victor Sterling, un famigerato trafficante del mercato nero specializzato nella vendita di materiale militare rubato ad acquirenti stranieri senza scrupoli.
«La squadra di sommozzatori è agganciata alla camera blindata in titanio proprio in questo momento», riferì Sterling al telefono satellitare, rivolgendosi direttamente al suo datore di lavoro offshore. «Entro venti minuti avremo in nostro possesso le chiavi di decrittazione satellitare. Come concordato, stiamo spazzando via l’imbarcazione della Guardia Costiera senza lasciare alcun sopravvissuto».
A Samira si gelò il sangue nelle vene mentre ascoltava dalla soglia. Sterling non si limitava a rubare rottami risalenti alla Guerra Fredda; il suo acquirente lo pagava milioni per procurarsi codici di accesso militari e far sparire ogni testimone in mare.