Hannah si dimenava disperatamente sott'acqua, intrappolata proprio nell'incubo che avevano vissuto le creature marine. L’acqua fredda le penetrava nelle ossa. La sua vista cominciò ad annebbiarsi ai margini, con delle macchie che le danzavano davanti agli occhi mentre i polmoni bruciavano in cerca di ossigeno. Era a corto d’aria. È così che finisce, pensò, lottando contro le corde di nylon che non cedevano.
All’improvviso, un lampo rosso vivo squarciò la superficie sopra di lei. Due sommozzatori della Guardia Costiera si tuffarono in acqua, spinti verso il basso dalle potenti pinne in direzione di Hannah. Uno dei sommozzatori afferrò Hannah, tenendola ferma, mentre il secondo estrasse un pesante paio di tronchesi. Snip. Snip.
La pressione intorno alla caviglia svanì. Il subacqueo trascinò Hannah direttamente in superficie, sfondando le onde mentre lei ansimava, tossendo violentemente e riempiendo i polmoni di aria fredda. Accanto a loro, il secondo subacqueo tagliò l’ultima cima, consentendo alla grande foca adulta di lanciarsi verso l’alto, verso la libertà.