Un'improvvisa onda anomala ha fatto deviare questa subacquea dalla rotta: il suo sonar ha rivelato qualcosa di impossibile

Si precipitarono nella stretta cabina, affollandosi attorno alla console scientifica per controllare le immagini in diretta provenienti dai segnalatori che Aris aveva appena installato. Sullo schermo principale, un’ombra lunga e compatta si muoveva con andamento costante verso il basso attraverso la colonna d’acqua intermedia, lasciando dietro di sé un enorme vuoto acustico.

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L'oggetto si estendeva per l'intera larghezza del monitor, apparendo incredibilmente lungo: facilmente il doppio della lunghezza della balenottera azzurra più grande mai registrata dai biologi marini. «Quella lettura è esatta?» sussurrò Marcus, con gli occhi sgranati mentre toccava lo schermo di vetro con la mano tremante. «Nessun essere vivente ha quelle proporzioni.»

«I segnalatori sono calibrati, Marcus!» balbettò Aris, con voce concitata mentre i suoi occhi scrutavano freneticamente i numeri. Il terrore le aveva completamente offuscato la vista, impedendole di vedere il meccanismo di scansione. «È solido, è denso e sta piombando dritto verso la fossa profonda! È enorme!»

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