A fiato corto, Aris trascinò la sua pesante attrezzatura fuori bordo, con il cuore che le batteva forte contro le costole come un uccello in gabbia. Si arrampicò freneticamente sul ponte bagnato, solo per trovare il capitano Kane disteso a pancia in su, con lo sguardo fisso sulla nebbia grigia in uno stato di assoluto shock.
«Che diavolo era quello?» chiese Marcus tossendo, mentre si sollevava appoggiandosi alla console di comando e si massaggiava la spalla. «Sembrava che un’onda anomala si fosse abbattuta proprio contro lo scafo, proprio da sotto di noi!» «Non era un’onda, Marcus!» gridò Aris, con la voce tremante, mentre si strappava via la maschera e i suoi capelli scuri le ricadevano sul pavimento.
«Qualcosa di enorme mi è appena sfrecciato accanto, tuffandosi nella fossa! Era più grande di qualsiasi cosa io abbia mai visto quaggiù. Aveva dei bordi duri e frastagliati lungo la schiena… sembrava una specie di mostro antico!» Marcus la fissò, stringendo la mascella. «Aris, qui fuori non ci sono mostri marini. Sei in preda al panico.» «So bene cosa ho visto!» sbottò lei, afferrandogli il braccio. «Vieni subito a guardare le immagini del radiofaro.»