Un pescatore pensava di aver catturato uno squalo arancione — L'esperto impallidisce quando nota questo dettaglio

A tarda sera, Mike controllò il cellulare prima di andare a dormire. Il suo post su Facebook aveva raccolto decine di commenti da parte di pescatori locali che avanzavano ipotesi di ogni tipo, dalle fuoriuscite di sostanze chimiche a rare mutazioni dei pesci rossi. Ma tra le battute scherzose spiccava un messaggio privato.

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Era di un uomo di nome dottor Robert Matthews, il cui profilo indicava trent’anni di ricerca nel campo della biologia marina. Il messaggio diceva: «Mike, è una questione estremamente urgente. NON condividere le tue coordinate GPS né rivelare la posizione di quel video a nessuno di quel gruppo. Quello non è uno squalo, ed è in grave pericolo». 

«Ti prego di chiamarmi immediatamente, a qualsiasi ora tu legga questo messaggio». In fondo c'era un numero di telefono. Il tono era cupo e inquietante, e spazzò via ogni residuo di eccitazione che Mike aveva provato. Rendendosi conto che si trattava di qualcosa di ben più serio di una semplice curiosità, Mike compose il numero senza esitare.

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