Alle 3:00 del mattino della sesta notte, un forte e fragoroso tonfo risuonò dal piano di sotto, svegliando di soprassalto Melanie, madida di sudore freddo. Si mise a sedere di scatto nel buio, con il petto che ansimava mentre il terrore la assaliva all’istante. Sapeva con assoluta e terrificante certezza di aver chiuso a chiave ogni singola porta esterna prima di portare i bambini al piano di sopra.
Con il cuore che le batteva forte contro le costole, allungò silenziosamente la mano verso una pesante torcia di metallo appoggiata sul comodino. Ogni istinto le urlava di restare nascosta, ma i suoi figli dormivano nelle stanze adiacenti.
Uscì nel corridoio avvolto nell'oscurità più totale, mentre l'aria fredda le mordeva la pelle. A piedi nudi e tremante, cominciò a scendere furtivamente le scale, con il battito cardiaco che accelerava a ogni passo agonizzante e lento, convinta che un intruso fosse in agguato proprio in fondo al pianerottolo.