Una settimana dopo, la nuova tata, Maya, arrivò a casa. Eleanor si sforzò consapevolmente di essere il più accogliente possibile. Le diede istruzioni chiare, comprò la miscela di caffè preferita da Maya e si assicurò di uscire dall’ufficio puntuale ogni sera. Nei primi giorni tutto sembrava procedere senza intoppi. Maya era allegra e bravissima con Leo, ed Eleanor sentì un piccolo barlume di speranza tornare nella sua routine quotidiana.
Già dalla seconda settimana, però, l’atmosfera in casa era cambiata. Maya era diventata insolitamente silenziosa ed evitava il contatto visivo ogni volta che Eleanor entrava nella stanza. Una sera, Eleanor scese al piano di sotto e trovò Julian che apparecchiava da solo la tavola da pranzo. «Dov’è Maya?», chiese Eleanor, sentendo un’ondata familiare di ansia. Julian emise un sospiro comprensivo. «È tornata a casa prima, El. Sembrava piuttosto sopraffatta dalla routine serale.» Il cuore di Eleanor si strinse immediatamente.
«Ti ho dato troppe istruzioni?» chiese Eleanor, con la voce tesa per l’insicurezza. Julian le si avvicinò e le prese le mani, con lo sguardo pieno di preoccupazione. «Le tue intenzioni sono buone, tesoro, ma il tuo modo di gestire le cose può risultare un po’ opprimente, forse.» Indicò un lavandino pieno di piatti e un giocattolo abbandonato sul pavimento. «Maya sta solo sentendo un po’ di pressione, tutto qui.» Eleanor annuì in silenzio, ingoiando il nodo che aveva in gola.