Un boscaiolo ha tagliato un albero cavo, ha guardato dentro ed è scoppiato in lacrime!

Fece un passo indietro sul muschio scivoloso che circondava la base del cedro. Appoggiando il palmo guantato contro la corteccia ruvida, fece un respiro profondo per calmare i nervi prima di tirare la cordicella di avviamento. Non la tirò mai. Proprio sotto il suo palmo, dal profondo del tronco, giunse un suono che gli gelò il sangue nelle vene.

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Era un gemito sommesso e disperato, seguito dal fruscio leggero e rapido di qualcosa che graffiava freneticamente contro del legno fatiscente e marcio. Marco si bloccò, con il respiro che gli si mozzava in gola. Si tolse lentamente il guanto e premette l’orecchio nudo direttamente contro la corteccia fredda e umida. Lo spazio nascosto all’interno del cedro gli riecheggiava chiaramente nell’orecchio. 

Sentì un respiro affannoso e umido, seguito da un suono acuto e stridulo: un grido di pura angoscia, come di chi è intrappolato, proveniente dal profondo del tronco. Ormai non c’era più alcun dubbio. C’era qualcosa di vivo all’interno dell’albero cavo, sepolto nelle profondità dell’oscurità, proprio dove la lama della sua motosega era arrivata a pochi pollici dal tagliare.

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