Un’ora più tardi, mentre si rilassava nel soggiorno in penombra, David si bloccò improvvisamente. Con la coda dell’occhio, intravide una strana ombra che attraversava la parete interna: una sagoma bassa che si muoveva lentamente a quattro zampe proprio fuori dalla finestra principale della villa.
Aggrottò le sopracciglia tra sé e sé, pensando che si trattasse solo di un cane randagio del campo o di un piccolo animale spazzino che vagava nei pressi delle baite per gli ospiti. Spinto dalla curiosità, si avvicinò silenziosamente alla finestra anteriore e sbirciò fuori attraverso le persiane di legno, nella pallida luce della luna.
Il respiro gli si bloccò di colpo in gola. Nel giardino ben curato si muoveva proprio quello stesso leone, accucciato a terra e che si avvicinava lentamente alla loro villa. Contro ogni previsione, l’enorme predatore era riuscito in qualche modo a seguire l’odore del loro veicolo fuori dalla savana selvaggia, fino a raggiungere l’area popolata.