Venerdì, la tensione stava mandando in frantumi quel poco di normalità che era rimasto a casa. Seduta dall’altra parte dell’isola della cucina, Claire osservava Daniel affettare una mela, con movimenti insolitamente bruschi e agitati. «Ti succede qualcosa, Claire?», le chiese all’improvviso, posando il coltello con un leggero clic sul tagliere. La guardò dritto negli occhi, con la fronte corrugata da un misto di confusione e frustrazione. «Da settimane sei completamente assente. Mi rivolgi a malapena la parola, torni sempre tardi a casa e ogni volta che entro nella stanza ti chiudi in te stessa.»
Claire si bloccò, con il cuore che le batteva all’impazzata contro le costole, mentre deglutiva a fatica. «Te l’ho detto, è solo che al lavoro è stato un periodo stressante.»
Daniel emise un sospiro freddo e cinico, scuotendo la testa. «Già. Il lavoro.» Si massaggiò la nuca, voltandole le spalle per dirigersi verso il lavandino. Sembrava esausto, visibilmente teso per una tensione che Claire non riusciva a interpretare appieno. Per lei, ogni segno del suo distacco e della sua irritazione era semplicemente la prova che la sua pazienza si stava esaurendo, che stava raggiungendo il limite e si preparava ad abbandonare il loro matrimonio una volta concluso l’affare.