William posò la foto sul tavolino. Ruth non batté ciglio. Si sporse in avanti e scrutò l’immagine socchiudendo gli occhi. «Non la vedevo da decenni», mormorò. Alzò lo sguardo verso William, con un’espressione indecifrabile.
«Non si chiamava Henry», disse lei a bassa voce. E proseguì: «Si chiamava Heinrich». William sentì l’aria sfuggirgli dai polmoni, ma voleva saperne di più. «L’orfanotrofio?», chiese. «La storia di Baltimora?»
«È tutta una storia inventata», rispose lei. «Quando la guerra prese una piega diversa, un immigrato tedesco qui non era più al sicuro. Era una persona pericolosa. Tua madre lo aiutò a inventare quella storia. Avevano bisogno di una copertura che gli evitasse di essere indagato o respinto. Era una questione di sopravvivenza.»