La lacuna nei documenti era enorme. Non c’era nulla sulla sua vita in Europa. Nessun fascicolo militare, nessun documento scolastico, nessuna storia lavorativa. Tutto ciò che precedeva quel viaggio in nave da Lisbona era un vuoto totale. William capì che la chiave stava nella tempistica.
Suo padre era riuscito a infilarsi nelle fessure della storia. Era arrivato legalmente, con i documenti e una garanzia di accoglienza, proprio mentre il mondo si stava chiudendo. Era stata una fuga precisa e calcolata. Era riuscito a infilarsi attraverso la porta prima che questa si chiudesse di colpo dietro di lui.
«Eri un fantasma», disse William, picchiettando sul documento. Suo padre aveva cancellato la propria esistenza. Non si era limitato a trasferirsi in un nuovo Paese; aveva abbandonato un’intera identità. Era arrivato in America come una tabula rasa, pronto a ricominciare da capo in un luogo dove nessuno conosceva il suo nome.