La pioggia cadeva a dirotto sul cimitero di St. Jude, rendendo scivolose le lapidi di marmo levigato mentre la bara del detective Daniel Vance veniva calata nella terra. Gli agenti in divisa stavano rigidamente sull’attenti, con le loro uniformi blu da cerimonia completamente inzuppate. Tra loro, Marcus teneva d’occhio la giovane figlia di Daniel, che se ne stava in silenzio accanto alla madre in lacrime, Clara.
Lily Vance, di sette anni, si rifiutò di gettare la sua tradizionale rosa rossa nella fossa aperta e fangosa. Si tirò indietro dal bordo, stringendo forte la mano della madre. Guardando dritto verso Marcus, sussurrò con voce chiara: «Papà è vivo, lo sai. Mi ha chiamato ieri. Credo che abbia parlato della casa blu».
Il capitano Sarah Hayes diede una leggera pacca sulla spalla della ragazza, attribuendo quella dichiarazione sconcertante al profondo dolore e alla fase di negazione tipici di una bambina. Marcus rivolse a Clara un sorriso rassicurante, promettendole che avrebbe tenuto d’occhio la situazione. Eppure, dietro quello sguardo mite, la sua mente lavorava a tutta velocità mentre cercava di decifrare il significato nascosto dietro le parole di Lily.