Il giorno seguente, verso mezzogiorno, Daniel tornò insieme alla sua collega, la dottoressa Helen Ward. Dopo essersi assicurati che nelle vicinanze non ci fossero condutture di gas o acquedotto interrate, i due esperti iniziarono a scavare con cura nei pressi della striscia di erba appassita.
Laura osservava dal vialetto di ghiaia mentre delle piccole palette rimuovevano strati di terra scura. Per dieci minuti il lavoro procedette in silenzio, interrotto solo dallo sfregamento del metallo contro il terreno e dal leggero fruscio delle foglie. All’improvviso, la paletta di Daniel urtò qualcosa di duro, producendo un forte clang metallico.
Si fermò, spazzando via la terra smossa. Scavò ancora qualche pollici, rivelando un oggetto scuro, liscio e ricurvo sotto l’apparato radicale. Daniel smise di scavare. Fissò la buca, lasciò cadere la paletta sul terreno e fece un rapido passo indietro. Il suo viso era impallidito. Si voltò verso Laura, alzando una mano decisa. «Laura, allontanati subito!» gridò. «Allontanati dalla buca!»