Lily aveva infilato il gattino più piccolo sotto il maglione mentre gli adulti stavano uscendo dal fienile in retromarcia. Voleva tenerne solo uno. Ora lei piangeva, e anche il gattino piangeva, e dall’altra parte del cortile la mamma lince aveva iniziato ad avvicinarsi.
Si avvicinò lentamente, su tre zampe, attraversando la ghiaia in linea retta verso il portico. Rusty si scatenò davanti alla porta a zanzariera. Walt lo afferrò per il collare e lo trascinò nel corridoio. «Nessuno esce», disse. «Vuole il suo cucciolo», disse il veterinario. «È tutto quello che vuole. Restituisciglielo e se ne andrà».
June trovò una scatola di cartone poco profonda e un vecchio asciugamano. Lily, tirando su col naso, tirò fuori il gattino dal proprio maglione e lo adagiò lei stessa sull’asciugamano. Walt aprì la porta quel tanto che bastava per appoggiare la scatola sul primo gradino e la richiuse. Attraverso il vetro, videro la lince raggiungere la base dei gradini del portico. Poi cominciò a salire.