Il nonno trova dei gattini nel suo fienile – poi il veterinario alza lo sguardo verso il fienile e impallidisce

La fecero scivolare fuori su un sacco da mangime, con la stessa delicatezza con cui si sposta una persona addormentata. Da vicino era più minuta di quanto Walt avesse immaginato, e così leggera che avrebbe potuto portarla con un solo braccio.

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Il primo laccio era quello che le avvolgeva la zampa anteriore. Il secondo era ancora peggio. Un secondo laccio le si era avvinghiato alla spalla e al petto, e lei aveva tirato con tanta forza che il laccio si era conficcato profondamente nel suo pelo. «È rimasta intrappolata in due lacci», disse il veterinario. «Uno subito dopo l’altro. Chiunque li abbia piazzati ha teso un’intera fila».

La portarono nel fienile, al riparo dalla neve, e la adagiarono su una balla sotto la luce da lavoro. Il gattino si infilò nel berretto di Walt, contro il suo petto. Il dottor Okafor prese un paio di tronchesine dalla borsa e ne appoggiò le ganasce sul primo cavo. Strinse. Poi strinse più forte, arrossendo. Le pinze scivolarono via. «È acciaio intrecciato», disse. «Queste non lo tagliano.»

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