La squadra di sommozzatori della Guardia Costiera è intervenuta immediatamente, portando sul corallo accanto a Mike e Robert delle potenti cesoie idrauliche. Con una sola potente stretta delle ganasce idrauliche, lo spesso collare d’acciaio si è staccato di netto dalla coda dello storione.
I subacquei hanno recuperato il localizzatore satellitare, ormai disattivato, affinché fosse registrato come prova fondamentale per il procedimento penale federale a carico dell’organizzazione criminale dedita al bracconaggio. Liberato dal pesante localizzatore, il gigantesco storione arancione è rimasto sospeso nei fasci di luce dei riflettori per un momento di quiete e maestosità, mentre l’effetto del sedativo svaniva completamente.
Con un movimento lento e potente della sua ampia coda, scivolò giù nell’abisso oscuro, al riparo per sempre dal tracciamento satellitare. In piedi sul ponte, nell’aria fresca della notte, Mike guardò l’oceano tranquillo, consapevole che una semplice battuta di pesca gli aveva dato uno scopo per tutta la vita: proteggere le meraviglie silenziose dell’oceano.