Man mano che il time-lapse andava avanti, il mistero che si celava dietro la porta d’ingresso venne finalmente svelato. Intorno alle 2:50 di quella notte terrificante, Melanie, in preda al sonnambulismo, si era alzata, era scesa al piano di sotto, aveva sbloccato il catenaccio, aveva aperto la porta per sentire l’aria della notte e l’aveva richiusa dietro di sé, provocando quel forte sbattere che l’aveva fatta svegliare di soprassalto.
Sentendo il panico evidente nella sua telefonata, David cancellò gli appuntamenti che gli restavano e prese il primo volo per tornare a Los Angeles. Nel giro di poche ore, la accompagnò da uno specialista, il quale confermò che soffriva di una grave parasomnia causata da estrema stanchezza e forte stress.
Spinta dal puro istinto materno, il suo corpo si attivava per prendersi cura della casa mentre la sua mente cosciente dormiva. Con David di nuovo lì a dividere il carico, Melanie poteva finalmente stare tranquilla, sapendo che l’“intruso” era solo il suo cuore ferocemente protettivo.