Un boscaiolo ha tagliato un albero cavo, ha guardato dentro ed è scoppiato in lacrime!

La nebbia nella Blackfoot Valley non si spostava; aleggiava come lana bagnata, soffocando la luce del pomeriggio fino a far sembrare gli antichi pini dei denti frastagliati contro un cielo grigio. Marco Reeves strinse la presa sulla sua pesante motosega. Aveva le nocche screpolate, macchiate di grasso e di resina appiccicosa. Aveva trascorso sette ore a sgomberare gli alberi danneggiati dalla tempesta lungo il Ridge 4, una striscia di bosco fitto così isolata che la sua radio non trasmetteva altro che un sibilo di interferenze.

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Si fermò davanti a un imponente cedro rosso occidentale. Era un gigante secolare, largo senza dubbio qualche piede alla base, ma la sua corteccia era scura, morbida e trasudava linfa: segni inequivocabili che l’interno era completamente marcio. Era pericolosamente fragile, un rischio per la strada forestale sottostante, e doveva essere abbattuto. Marco si preparò, fece rombare il motore fino a un urlo assordante e affondò la lama d’acciaio nel tronco per iniziare il taglio.

Poi, lo sentì prima ancora di udirlo. Un brivido acuto e violento si propagò direttamente attraverso le impugnature della sega: non era la consueta resistenza del legno duro, ma qualcosa che proveniva dal profondo dell’albero. Marco spense il motore. Il rombo si spense all’istante, lasciando dietro di sé un silenzio inquietante e opprimente.

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