Sotto l’intenso fascio di luce della lampada alogena, Robert iniziò a strofinare via decenni di sporcizia incrostata, fuliggine e ragnatele con una spazzola metallica a setole rigide. Man mano che lo spesso strato di sporco si staccava, notò per la prima volta che la muratura di quella specifica sezione non corrispondeva al resto dell’edificio.
I mattoni che circondavano la macchia di umidità erano visibilmente più piccoli, più ruvidi e disposti secondo uno schema discontinuo e frastagliato. Tracciando il bordo della muratura disomogenea con il suo raschietto metallico, Robert si rese conto che i mattoni più piccoli terminavano bruscamente lungo due distinte giunture verticali.
Alzò la luce più in alto, proiettando ombre lunghe e nette sulla pietra. Le due linee si innalzavano verso l’alto, convergendo in un arco poco profondo e aggraziato, costituito da blocchi di pietra molto più antichi, scolpiti a mano. Quella che per vent’anni aveva creduto fosse una parete continua del fienile era in realtà una porta murata, costruita direttamente nel ripido pendio dietro il fienile.