La quarta mattina, la situazione prese una piega improvvisa e preoccupante. Robert entrò nel fienile e trovò il vitello con le macchie scure, quello di prima, accasciato su un fianco vicino all’angolo, con il respiro affannoso e le zampe che tremavano leggermente a causa di un lieve disturbo gastrico.
Allarmato, Robert chiamò immediatamente il veterinario locale, il dottor Vance. Vance arrivò nel giro di trenta minuti, somministrando al vitello un lavaggio gastrico per via orale e una terapia reidratante per stabilizzarlo. «Sembra una lieve reazione da intossicazione, probabilmente causata dall’ingestione di qualunque cosa si trovi su quei mattoni sporchi», spiegò Vance, osservando il vitello rimettersi in piedi. «Starà benissimo tra un giorno o due, Robert, ma devi tenerli lontani da quel muro».
Determinato a proteggere la sua mandria, Robert trascorse il pomeriggio inchiodando spesse assi di quercia direttamente sui mattoni, sigillando quella sezione con del legno massiccio. Per alcune ore, nel fienile regnò la quiete. Ma quando Robert tornò al crepuscolo, trovò i vitelli rimasti radunati di nuovo davanti alla barriera di legno, che rosicchiavano freneticamente la pesante quercia per raggiungere il muro che si trovava dietro di essa.