Un cane poliziotto si è rifiutato di obbedire agli ordini, ma ciò che ha fatto invece ha fatto piangere un uomo adulto

Raymond allungò la mano libera dalle manette e batté due volte l’indice contro la propria clavicola: un segnale silenzioso e personale. Axel si sporse immediatamente in avanti con tutto il suo peso, affondando il naso bagnato nel collo di Raymond, mentre la coda batteva contro la panchina di cemento con un ritmo selvaggio e frenetico che Noah non aveva mai visto in due anni di servizio.

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Noah slacciò la manetta rimasta, lasciando loro un po’ di spazio. Poi si voltò verso il Sospettato Uno, che era ancora bloccato contro il lampione. Raymond fece a Jax un unico, sottile cenno con il palmo della mano. Jax si voltò, si avvicinò al rapinatore ammanettato ed emise un ringhio basso e vibrante, appoggiando il suo pesante mento a pochi pollici dal ginocchio del tizio. Il rapinatore impallidì, sudando copiosamente. «Va bene, va bene! Ho mentito! Non è il mio complice! Il tizio con i soldi è scappato lungo la Fifth Avenue e si è infilato nel vicolo!»

Noah abbozzò un sorrisetto e comunicò la posizione via radio. Nel giro di due minuti, le unità di rinforzo confermarono che il sospettato numero due era stato arrestato con il bottino. Noah guardò Jax e Raymond con un sorriso orgoglioso. Compilò i documenti di rilascio con il cuore leggero, soddisfatto che tutti i malviventi fossero in manette e che due vecchi amici stessero finalmente tornando a casa insieme.

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