L'istinto prese il sopravvento prima ancora che Marcus potesse pensare. Aveva le mani ammanettate saldamente dietro la schiena, ma le gambe erano libere. Si rimise in piedi a fatica, stringendo i denti per resistere al dolore lancinante alle spalle, e si lanciò in avanti nell'oscurità totale.
Si lanciò alla cieca sulla banchina di ghiaia, fissò lo sguardo sulla figura che correva davanti a lui e si scagliò con tutto il peso del corpo direttamente contro la schiena dell’uomo. L’impatto fu simile a uno scontro frontale. Entrambi si schiantarono violentemente sull’asfalto duro, facendo volare polvere e pacchi sul manto stradale. Dietro di loro, l’agente Vance immobilizzò il secondo uomo sul cofano della volante.
Marcus riuscì a rotolare via sulla ghiaia dura, riprendendo fiato mentre i pacchi si sparpagliavano tutt’intorno a loro. Ma l’uomo che aveva placcato si stava già rialzando a fatica. Si scrollò via la terra dal viso, infilò la mano nella tasca della giacca e tirò fuori un pesante attrezzo multiuso in acciaio.