La mente di Eli era in preda alla più totale confusione. «Ossa? Quali ossa?! Non so di cosa stiate parlando! Sono solo un bracciante!» L’intruso più corpulento strinse la presa intorno alla gola di Eli, spingendogli la testa all’indietro contro la corteccia dell’albero. «Non fare il finto tonto con noi, ragazzo! Sappiamo che Miller ha estratto un pezzo enorme da questo terreno oggi. Dove ha messo il resto del ritrovamento?!»
«Giuro su Dio, non lo so!» si difese Eli, con le lacrime di panico cieco che gli bruciavano gli occhi. «Non mi ha detto niente!» «È un buono a nulla», borbottò il secondo uomo, tirando fuori dal cappotto un grosso rotolo di nastro adesivo pesante e un pezzo di corda.
Spinsero Eli contro l’albero, avvolgendo la corda strettamente attorno al suo petto e alle sue braccia finché non riuscì più a muoversi. Eli aprì la bocca per gridare aiuto, ma il ladro più grosso gli infilò uno straccio sporco in bocca e gliela chiuse con del nastro adesivo. «Stai zitto, se sai cosa è meglio per te», lo avvertì.