Per sette mesi pieni di gioia, Sarah e Mark hanno vissuto appieno la “vita da gemelli”. Ogni singolo traguardo è diventato un motivo di festa per entrambi. Hanno trascorso innumerevoli fine settimana a montare due culle di legno identiche, a sistemare doppie serie di minuscoli body in cotone biologico e a installare con cura una coppia di seggiolini auto rivolti all’indietro nel loro SUV. I loro amici e familiari li hanno ricoperti di regali a tema gemelli, attendendo con trepidazione l’arrivo dei due piccoli.
All’arrivo della trentaquattresima settimana, il pancione di Sarah era diventato notevolmente grande e sodo. Muoversi richiedeva uno sforzo in più e trovare una posizione comoda per dormire sembrava quasi una disciplina olimpica. Eppure, nonostante la fatica fisica, si sentiva meravigliosamente in salute e piena di energia. I bambini erano costantemente attivi e, ogni volta che appoggiava le mani sul ventre, le facevano sentire delle piccole increspature sulla pancia tesa.
Quella visita di controllo in quel soleggiato pomeriggio avrebbe dovuto essere una semplice tappa di routine. Si aspettavano di verificare le stime sul peso, controllare la posizione del bambino e tornare a casa a preparare le valigie per l’ospedale. Sarah rise mentre Mark faticava ad aiutarla ad allacciarsi le scarpe nella sala d’attesa. Entrarono nella clinica completamente rilassati, ignari che il loro mondo, pianificato con tanta cura, stesse per cambiare.