Per Richard Coleman, il mondo di un gatto era meravigliosamente semplice: dormire, mangiare e, di tanto in tanto, terrorizzare un topo di campagna. Ma tutto cambiò in un umido martedì mattina, quando il suo gatto grigio tigrato, Max, entrò trotterellando dalla gattaiola con qualcosa di strano stretto saldamente tra le fauci. Invece di un roditore morto, Max lasciò cadere sul linoleum della cucina un brandello di carta fradicio e sporco. Richard si accovacciò, staccò gli strati infangati uno ad uno e rimase di sasso. Era una banconota da 100 dollari.
«Ma dove diavolo l’hai scovata?» mormorò Richard, esaminando la banconota bagnata sotto la luce intensa. Max non prestò alcuna attenzione alla domanda. Il gatto si accucciò sulla banconota, ringhiando piano ogni volta che Richard cercava di prenderla, colpendogli le mani con gli artigli sguainati. Per Max, quella carta frusciante e umida non era denaro; era un giocattolo prezioso.
Alla fine, Max si addormentò sotto il termosifone. Richard recuperò con cura la banconota e la mise sotto un pesante fermacarte sul tavolo della cucina per farla asciugare, pensando che il suo gatto avesse semplicemente trovato una banconota caduta per caso da un escursionista distratto sul sentiero lì vicino.