Nel giro di due ore, la tranquilla foresta si trasformò in una zona operativa ad alta sicurezza. Alcuni giorni dopo, gli investigatori convocarono i due amici per rivelare loro l’affascinante e terrificante verità su ciò che avevano effettivamente scoperto. La struttura era un deposito segreto e dismesso risalente alla Guerra Fredda, pieno di banchi di batterie a matrice di litio di prima generazione, di tipo industriale. Decenni fa, l’umidità delle acque sotterranee si era lentamente infiltrata nel deposito, innescando una lenta e inarrestabile reazione chimica a catena.
Le batterie hanno iniziato a rilasciare continuamente enormi quantità di idrogeno, trasformando la stanza in una pentola a pressione in fermento. Il team ha verificato che la camera fosse completamente vuota, confermando così che la “figura in movimento” non era altro che il riflesso di Lukas sull’enorme serbatoio cromato.
Quegli "urli" strazianti erano pura fisica. L’esplosione aveva divelto la porta della camera blindata dai cardini, provocando un’immediata variazione di pressione. L’enorme onda d’urto aveva spazzato via con forza decenni di fitta vegetazione che soffocava le minuscole fessure strutturali nei condotti di scarico soprastanti. Mentre il gas fuoriusciva rapidamente attraverso queste fessure larghe pochi millimetri, agiva esattamente come un colossale organo a canne, creando un fischio frenetico e mutevole che imitava perfettamente un urlo umano.