Il veterinario mirò con attenzione attraverso la neve che soffiava e sparò il dardo tranquillante direttamente nella spalla muscolosa dell’orsa. Il gigantesco predatore ebbe un leggero sussulto, poi crollò lentamente, completamente privo di sensi, nel cumulo di neve polverosa. Il potente farmaco fece effetto rapidamente, facendo cessare ogni movimento delle sue membra agitate e riportandole a un riposo totale e sereno sul terreno freddo.
Nastya e la squadra di soccorso si precipitarono sulla neve, inginocchiandosi accanto alla predatrice alfa a terra per esaminarne le ferite. Da vicino, la lesione alla bocca sembrava molto più grave di quanto fosse apparsa nella piazza del villaggio. Il bordo metallico aveva provocato un taglio profondo, causando un forte gonfiore che rischiava di ostruire le vie respiratorie.
«Tieni fermo il riflettore, Nastya», ordinò con fermezza il medico, estraendo dal proprio kit un paio di pesanti forbici mediche in metallo. «La lingua gonfia è incastrata saldamente nel bordo affilato del barattolo del latte. Un solo movimento sbagliato con queste forbici potrebbe recidere un’arteria principale e la perderemmo».