Una cucina come si deve, realizzata con pezzi di recupero
La cucina è insolitamente spaziosa per una “tiny house”, e non è stato un caso. Kerry e Will volevano una casa che favorisse routine quotidiane semplici e confortevoli, piuttosto che costringere ogni attività a una versione in miniatura. La maggiore larghezza della casetta conferisce spazio e respiro alla zona di lavoro, mentre i mobili vintage offrono utili soluzioni di contenimento senza sembrare una tipica cucina componibile ordinata da un catalogo. L’insieme risulta ben curato, pratico e piacevolmente vissuto.

Quei mobili più vecchi si inseriscono nella filosofia generale dell’edificio. Anziché scartare elementi ancora in buono stato solo perché il loro stile o la loro età non si adattavano, la coppia ha deciso di dare loro una nuova funzione. Il legno di recupero e i pavimenti restaurati si estendono in tutta la stanza, collegandola al resto della casa. Rimangono visibili piccole differenze di tonalità e finitura, così la cucina racconta come è stata realizzata, anziché nascondere la propria storia sotto una superficie uniforme.
I reperti di seconda mano aggiungono il tocco finale ed evitano che lo spazio diventi troppo serio. Non c’è alcuna regola che imponga che l’oggetto successivo debba abbinarsi a quello precedente. Questa libertà permette agli oggetti utili di guadagnarsi il proprio posto in base alla funzione, al prezzo o al fascino. La cucina è il luogo in cui si cucina davvero e dove si verificano gli schizzi. Il suo carattere deriva dalla pazienza e dalla capacità di scovare oggetti giusti, non da un budget elevato o da mobili identici.