Dietro la vecchia porta
Quando Walter solleva la vecchia porta del garage, dietro non c’è nessun tosaerba; c’è una seconda parete, costruita in legno, con una porta a vetri e un’ampia finestra. Nelle mattine soleggiate, lascia la vecchia porta alzata e la luce del giorno inonda la stanza. Di notte e d’inverno, la richiude. Dalla strada sembra ancora solo un garage. All’interno, invece, è una vera e propria abitazione di circa 240 piedi quadrati, più o meno delle dimensioni di un garage per un’auto.
La prima cosa che salta all’occhio è il pavimento. Walter non voleva vivere sul freddo cemento. Un muratore ha posato una barriera antiumidità e un sottofondo rialzato in legno sopra la soletta, e Walter vi ha posato sopra delle assi di rovere chiaro. Le pareti e il soffitto sono coibentati e rivestiti con assi di legno dipinte di bianco. Sulla parete laterale, affacciata sul giardino sul retro, hanno aperto una nuova finestra. È lì che si trova la sua poltrona da lettura: una vecchia poltrona in pelle marrone, un tavolino e una mensola con libri tascabili ormai consumati dalla lettura. «Questo è il mio angolino», dice. «Il caffè al mattino, il giornale, e posso vedere i nipotini che giocano».
La stanza è piena dei ricordi di Joan. La sua trapunta blu e bianca è appoggiata allo schienale della sua sedia. Il suo cestino da cucito è sulla mensola, ancora pieno dei suoi fili. La sua piccola radio è vicino alla finestra e la foto del loro matrimonio è appesa sopra la porta. «Non ho potuto portare via tutto», dice Walter. «Così ho preso le cose che usava ogni giorno». Ma la parte più ingegnosa di questa piccola casa si trova in fondo alla stanza. Walter ha ricavato una cucina completa e una camera da letto nello spazio dove prima c’era l’auto. Scoprite come nella pagina successiva.